Agricoltura in Basilicata tra tecno-sistemi ed ecosistemi

Martedì 29 novembre 2011

Il ruolo dell'agricoltura quale raccordo funzionale tra tecno-sistemi ed ecosistemi, è stato l'oggetto del Convegno “Osservatorio Ambientale della Val d’Agri tra Agricoltura, Natura, Industria e Cultura dei Luoghi” che si è svoto il 26 novembre a Marsico Nuovo, presso la sede dell'Osservatorio ambientale della Val d'Agri Rete Natura 2000 in Basilicata e AGRIVAL i due progetti cardine della giornata.

AGRIVAL (Aree Agricole ad Alto Valore Naturale della Val d’Agri: dalla individuazione alla conservazione.) è un progetto ENEA finanziato con fondi propri e coordinato dal Laboratorio per la Gestione Sostenibile degli Agroecosistemi (AGRI-ECO) diretto da Patrizia Menegoni.

AGRIVAL intende contribuire a porre le basi metodologiche per la definizione delle Aree Agricole ad Alto Valore Naturale, sulle quali la Politica Agricola Comunitaria (PAC) post 2013 fonderà la politica del cambiamento.

Cambiamento che ha come obiettivo primario la convergenza delle politiche agricole ed ambientali in una visione olistica di sviluppo territoriale.

La Regione Basilicata, detentrice di un rilevante patrimonio ambientale, agricolo, culturale, rappresenta oggi sul panorama nazionale un importante “laboratorio” per testare e praticare l'innovazione necessaria per la ricostruzione di equilibri interrotti dalle recenti economie globali, il ripristino e la valorizzazione di sistemi agroambientali ad elevata biodiversità maggiormente adattabili al variare delle condizioni esterne.

L'agricoltura dunque non più “cenerentola” della programmazione dello sviluppo del territorio bensì fondamento strategico su cui costruire il “cambiamento”.

Un nutrito gruppo di ricercatori del Laboratorio Agri-Eco dell’ENEA sarà presente in Val d’Agri per il triennio (2011-2013) per applicare un complesso di indicatori ambientali, afferenti alle varie componenti del territorio, produrre mappe tematiche capaci di descrivere il modello agricolo e quello ambientale. Algoritmi specifici permetteranno una lettura integrata dei dati e la produzione della mappatura delle Aree Agricole ad Alto Valore Naturale. I ricercatori intendono stringere una forte alleanza con le aziende agricole piccole e piccolissime che caratterizzano il territorio per “costruire insieme” la lettura della realtà territoriale della Val d’Agri partendo dalla storia che l'ha determinata. Il progetto prevede inoltre uno spazio dedicato alla promozione delle aziende che parteciperanno all'iniziativa.

La metodologia messa a punto in Val d'Agri sarà utile per la Regione per dotarsi di quella “cassetta degli attrezzi” necessaria allo svolgimento delle scelte politiche di indirizzo, per lo sviluppo dei luoghi, delle comunità, del paesaggio regionale.

La giornata ha visto la presenza di un pubblico numeroso, costituito da agricoltori, rappresentanti delle associazioni di categoria, l'Assessore all'Ambiente della Regione Basilicata Agatino Mancusi, il direttore del Dipartimento Ambiente Donato Viggiano, il Presidente della provincia di PotenzaPiero Lacorazza, il sindaco di Marsico Nuovo Domenico Vita, il Commissario del Parco della Val d'Agri Domenico Totaro, i ricercatori del Laboratorio Agri-Eco dell’ENEA e dell'Università della Basilicata.

L'Osservatorio Ambientale della Val d'Agri, è il contesto privilegiato in cui calare i risultati di tutta la progettualità della valle.

L’Osservatorio, inaugurato la scorsa estate a Marsico Nuovo, è il polo informativo sull’ambiente nato per comunicare in modo chiaro e trasparente la popolazione su ambiente e salute, in relazione alle attività estrattive del petrolio in Val d’Agri. E’ il centro di documentazione e certificazione di dati ambientali, aggiornato e consultabile, in grado di fornire output per utenti di differente livello e rappresenta il nodo della rete del sistema della conoscenza e della ricerca ambientale in Basilicata. L’Osservatorio è lo strumento per la promozione e realizzazione di un network territoriale per la gestione ambientale del territorio. Una cornice complessa dove è fondamentale promuovere e supportare la collaborazione tra le istituzioni, la ricerca e la cittadinanza.

La posta in gioco è rilevante: conservare territori, saperi, culture, in grado di produrre paesaggi, cibo, reti sociali, di recuperare valori, di ri-pensare un modello di sviluppo moderno, indirizzato a porre gli individui in una posizione di consapevolezza e responsabilità.

E’ proprio nella vitale contaminazione tra la produzione agricola e la conservazione dell’ambiente che dobbiamo intravedere dunque i nuovi obiettivi strategici del cambiamento.

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